Il viaggio continuava, nessuno sapeva
quando fosse cominciato, quando sarebbe finito,
quando fosse salito sul convoglio lunghissimo
di cui non era certo esistesse
in testa una locomotiva e in coda
un ultimo vagone. L’uomo stava
nella sua carrozza, andava e veniva, non poteva cambiarla,
solo scompartimenti e andare e venire,
e piuttosto andare , venire solo con la memoria.
A un certo punto si rese conto, o credette,
di essere arrivato oltre la metà del vagone
e volle fermarsi, e non poteva, sarebbe arrivato presto
alla porta, oscura, la in fondo.
Al di là poteva esserci un altro vagone,
forse, oppure la locomotiva, oppure
la rotaia soltanto, la stazione, il nulla,
e dietro la fila dei vagoni, infinita,
allora questa sarebbe stata la locomotiva
Guardò dai finestrini: ad est e a ovest
del tempo non c’era nulla, il tempo stava soltanto
davanti e dietro, chissà perché
Il viaggio continuava, nessuno pagava biglietto,
era gratis e obbligatorio, non c’era controllore,
forse neppure il macchinista, forse nessuno,
forse non si muoveva neppure, il vagone,
e non si poteva sapere perché a destra e a sinistra
i finestrini rispondevano buio
Il viaggio continuava: ma era un viaggio’
– Tempo di letteratura
Autore: Gianni Toti
Data: 05/11/1960
Numero serie: 1960_1393_1, 1960_1393_2
Evento scatenante:
Temi: vita; morte; condizione umana
Emozioni trasferite nella scrittura: inquietudine; malinconia

