Sono finiti i tempi
del desiderio, l’uomo è sull’altura,
e con due dita di ferro costringe
lo spazio ad inchinarsi, a sopportare
sul suo collo di curve e grandi vuoti
il cavaliere con la lancia in resta
verso mulini di latte e di nulla
E l’universo, questa gran parola,
osserva muto, questa pasta umana
che si rovescia sulle pianure dei cieli,
cuocendo il vuoto, in marmitte di magma
L’uomo di moltitudini avanza
ciecamente guardando nell’immenso
col microscopio, audace señorito
satisfecho, orgoglioso della sua
piccola morte sparsa sopra il mondo
Autore: Gianni Toti
Data: 12/11/1960
Numero serie: 1960_1400
Evento scatenante:
Temi: vita; morte; condizione umana
Emozioni trasferite nella scrittura: inquietudine; rassegnazione
